Intolleranze alimentari in aumento: sintomi, test e rimedi

Se ne discute sempre più spesso a causa della loro diffusione. Parliamo delle intolleranze alimentari, reazioni del nostro corpo nei confronti di alcuni alimenti.

Anche se le manifestazioni sono spesso comuni, le intolleranze di tipo alimentare non sono da confondere con le allergie alimentari; questo per due principali motivi:

  • La loro reazione non è dovuta all’attivazione anomala del sistema immunitario e degli anticorpi;
  • Si manifestano in maniera graduale e in base alla quantità del cibo assunta (l’allergia alimentare si presenta invece immediatamente con gonfiore o altri sintomi di malessere).

Tipi di Intolleranze Alimentari

Esistono vari tipi di intolleranza ai componenti con cui veniamo a contatto.

  • Intolleranze alimentari: consistono nell’incapacità di metabolizzare alcuni componenti di determinati cibi. Le più conosciute sono quella al lattosio (lo zucchero contenuto nel latte) e il favismo;
  • Intolleranza al glutine: scatena sensibilità al glutine e presenta i medesimi sintomi della celiachia;
  • Intolleranza a sostanze ad attività farmacologica: esempi lampante sono istamina, tiramina, alcol etilico, caffeina; ma anche alcuni additivi alimentari come il glutammato monosodico,  conservanti, dolcificanti e simili.

Causa delle Intolleranze Alimentari

Le cause delle intolleranze alimentari possono essere ereditarie; ma influiscono anche patologie, alterazione della flora batterica intestinale, dieta squilibrata e diagnosi errate. Queste, soprattutto, sono spesso svolte da professionisti non esperti nel settore che purtroppo stanno prendendo sempre più piede.

La verità è che questo genere di intolleranza è diventato un trend e per questo motivo in molti ci hanno creato un business; da qui il proliferare, in numerosi centri estetici, palestre o laboratori, di test assolutamente privi di valore scientifico.

Senza contare che alcuni test per le intolleranze alimentari, oltre che a far spendere inutilmente del denaro (generalmente partono dai 90 Euro), sottopongono il paziente a due grandi rischi per via dei risultati di falso positivo, in quanto nel 99,9% comunicano l’esistenza di una reazione inesistente:

  1. Ritardo della corretta diagnosi della patologia;
  2. Compromissione della salute per la privazione di alcuni cibi.
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Sintomi Intolleranze Alimentari

Bisogna innanzitutto sapere che le intolleranze alimentari si possono manifestare anche dopo 72 ore dall’assunzione di un determinato alimento e possono comparire in qualunque fase della vita. Tale comparsa può essere inoltre improvvisa o graduale.

I sintomi delle intolleranze alimentari possono essere di diversa natura e variare da persona a persona. Generalmente possono essere riconosciute con la comparsa di alcuni segnali:

  • Difficoltà nella digestione;
  • Tensioni addominali;
  • Gonfiore;
  • Colite;
  • Vomito;
  • Nausea;
  • Diarrea;
  • Mal di testa;
  • Stanchezza.

Nota bene: le intolleranze non causano né favoriscono obesità o aumento di peso. D’altra parte una delle maggiori manifestazioni è il gonfiore a cui spesso si aggiungono sintomi cutanei.

Quali Sono i Cibi che Causano Intolleranze Alimentari

Gli alimenti maggiormente responsabili delle intolleranze alimentari sono latte e latticini, frutta a guscio (nocciole, noci, mandorle); ma anche cereali contenenti glutine (avena, segale, farro, orzo, grano), pesce, molluschi e soia.

Per quanto riguarda invece il favismo, causa l’intolleranza a piselli e fave, ma anche l’impossibilità di assumere farmaci contenenti sulfamidici e salicilici.

Come Diagnosticare una Intolleranza Alimentare

Una corretta diagnosi delle intolleranze alimentari può essere effettuata esclusivamente da pediatri, medici generali, diabetologi, dietologi e allergologi.

Innanzitutto bisogna prenotare una visita per informare il professionista dei sintomi che si manifestano; dopodiché sarà necessario sottoporsi a dei test specifici, rispettivamente di provocazione orale e di dosaggio degli anticorpi IgE. Quest’ultimo avviene tramite un prelievo del sangue.

In più, al fine di velocizzare e circoscrivere la diagnosi nel miglior modo possibile, bisogna segnalare allo specialista il tipo di dieta che si segue oltre alle eventuali reazioni che si verificano dopo aver ingerito alcuni alimenti.

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Importante: solamente i due test appena citati sono scientificamente riconosciuti; restano comunque molto diffuse altre tipologie di esami come la biorisonanza, il vega test, quello della forza, dei capelli e sulle cellule sanguigne.

E’ inoltre bene non prendere esclusivamente in considerazione i test intolleranze alimentari acquistati in farmacia; a nostro avviso per avere dei risultati attendibili rivolgersi sempre ad un professionista medico.

Come Curare le Intolleranze Alimentari

Le intolleranze alimentari, anche se può sembrare una contraddizione, si possono curare semplicemente mangiando. Ebbene si, ecco una grande verità: il cibo non è assolutamente un nemico, bensì una valida soluzione per debellare le intolleranze alimentari.

Naturalmente bisogna adottare un regime dietetico mirato, abbinarlo a delle giornate di dieta depurativa per l’organismo ed effettuare successivamente dei test infiammatori. In questo modo si potranno conoscere gli alimenti a cui bisogna prestare maggiore attenzione.

Intolleranze Alimentari: Rimedi temporanei e soluzioni

Una volta individuati i cibi a cui si è intolleranti è consigliato non assumerli per un certo periodo di tempo e proseguire con il loro graduale reintegro nella solita alimentazione.

A volte può infatti succedere che l’intolleranza ad un determinato cibo sorga per via del suo consumo eccessivamente frequente e il corpo si ribelli.

Ovviamente è fortemente raccomandato rivolgersi ad un medico ed evitare pericolosi rimedi fai da te; solo una figura professionale sarà infatti capace di elaborare un piano alimentare personalizzato e mirato alla risoluzione dell’intolleranza.

Cosa mangiare?

Ma nel caso di intolleranze alimentari cosa mangiare? Per favorire la depurazione del corpo, sarebbe estremamente utile il consumo di frutta e verdura fresca, anche sotto forma di crudité.

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Se questi alimenti vengono già mangiati a colazione, si andrà a stimolare la risposta tollerogena del corpo.

Per quanto riguarda invece il giorno detox (può prevedere anche un giorno di frullati detox o giornate di diguno intermittente terapeutico), farsi scrupolosamente seguire da un medico per evitare effetti collaterali.

Durante il digiuno intermittente, poiché si assumerà una quantità molto ridotta di calorie rispetto alla norma, non bisogna dedicarsi ad attività intense. Inoltre bisogna bere molta acqua e tisane depurative per placare il senso di fame e liberarsi dalle tossine.

Un altro suggerimento molto valido che può essere applicato ad ogni pasto e che non ha alcun tipo di controindicazione è la masticazione lenta; oltre ad essere benefica per l’assunzione dei nutrienti, favorisce una corretta digestione.

Omeopatia per le intolleranze alimentari

Un altro rimedio contro le intolleranze alimentari è l’omeopatia; come sempre, prima di adottarlo rivolgersi sempre ad un professionista affidabile e accreditato. Le sostanze che trovano il maggior impiego nel settore sono le seguenti:

  • Lycopodium clavatum: molto utile nei casi di gonfiore addominale, emicranie digestive, pirosi gastrica e disturbi alla vista a seguito di un pasto;
  • Magnesia phosphorica: serve per contrastare meteorismo, diverticolite e crampi che coinvolgono schiena e addome;
  • Pulsatilla: combatte efficacemente la sensazione di sete, la tosse secca notturna, il meteorismo e le eruttazioni;
  • Petroleum: è un valido alleato contro gli eczemi, la confusione mentale, l’ansia e il senso di disorientamento;
  • Colocynthis: sostanza perfetta contro le coliche intestinali, la bocca amara, le coliche addominali, la diarrea e i dolori al nervo sciatico.

Un articolo di dimagrire 2.0 pubblicato il 5 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 6 Luglio 2019

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