Questi alimenti rallentano la tiroide e non ti fanno dimagrire

Lo squilibrio ormonale provocato da una disfunzione tiroidea rende difficile mantenere stabile il peso corporeo e può condizionare le normali abitudini di vita. Avere un problema alla tiroide provoca stanchezza cronica quando non addirittura depressione; ma anche ritenzione idrica, stitichezza, pelle secca. Se si soffre già di una patologia, o se semplicemente si vuole mantenere attiva questa preziosa ghiandola, occorre rimediare con un corretto stile di vita, partendo dall’alimentazione. Infatti non tutti sanno che alcuni alimenti rallentano la tiroide o possono incidere negativamente sulla funzione tiroidea. Vediamo quali sono.

Soia

Iniziamo da uno degli alimenti più in voga: la soia. E’ reperibile ovunque e sotto numerose forme come polpettine, hamburger, fagioli, tofu, germogli e latte di soia. Paradossalmente si tratta di alimenti molto pubblicizzati quando si è a dieta. Ebbene, lasciarsi trascinare dalle mode a volte può costare caro. Infatti la soia è quanto di peggio possa esistere per la tiroide: ne basta una piccola quantità giornaliera per inibire la normale funzionalità tiroidea.

La soia è una ricca fonte fonte di goitrogeni che inibiscono l’assorbimento dello iodio. Oltre alla presenza di rame,  antagonista dello iodio, si aggiungono altre ragioni per eliminarla dalla tavola. Basta considerare che la  stragrande maggioranza della produzione mondiale di soia proviene da semi geneticamente modificati (OGM). Inoltre le lecitine causano gravi irritazioni alle mucose intestinali e portano ad un peggioramento della permeabilità intestinale nei soggetti con malattie autoimmuni.

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Glutine

Il più grave problema alla tiroide consiste nella insorgenza di malattie autoimmuni. La cosiddetta tiroidite di Hashimoto colpisce una larga fetta della popolazione femminile e rappresenta una patologia cronica non soggetta a guarigione. In questo tipo di patologia il sistema immunitario produce anticorpi che causano un cattivo funzionamento della ghiandola tiroidea.

Nel processo descritto il glutine ha una forte incidenza perché è un forte attivatore della malattia in persone predisposte geneticamente. Nel corpo il glutine provoca infiammazione e può causare malattie autoimmuni. Eliminare il glutine dalla propria dieta aiuta certamente a migliorare la salute della tiroide. Inoltre evita il forte rischio che l’organismo sviluppi altre patologie autoimmuni.

I cereali che non contengono glutine? Mais, riso, grano saraceno, quinoa, sorgo, amaranto e teff.

Miglio

Deve essere evitato perché contiene sostanze dette goitrogene, che causano cioè l’allargamento della tiroide. Queste interferiscono con la sintesi dell’ormone tiroideo e con il metabolismo dello iodio. Lo iodio è fondamentale nella produzione di ormoni tiroidei: se non se ne assume in quantità sufficiente l’organismo non è in grado di produrre la giusta quantità di ormoni.

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Latte e latticini

Anche i latticini possono creare infiammazione. Anche questi alimenti danneggiano la tiroide. Sono difficili da digerire e provocano colite, reflusso e gonfiore addominale. Contengono calcio, che è il principale antagonista della ghiandola tiroidea. Il metabolismo del calcio è molto delicato in quanto regolato da vitamina D, calcitonina e ormone paratiroideo. Praticamente, se la ritenzione del calcio aumenta, questo rallenta l’attività della tiroide. In molte persone la caseina peggiora le malattie autoimmuni nella stessa misura del glutine.

Zucchero

Lo zucchero è dannoso (anche) per la tiroide. Possiede anzi effetti nettamente distruttivi sul sistema immunitario, aggravando i processi infiammatori e peggiorando le malattie autoimmuni.

Verdure crucifere crude

Sono sotto accusa anche le verdure crucifere: cavoli, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiori. Si tratta di ortaggi che contengono goitrogeni. In realtà il loro consumo non è assolutamente vietato ma deve limitarsi a poche quantità e devono essere rigorosamente cotte. Infatti, la cottura completa riesce a disattivare le sostanze che inibiscono la funzionalità tiroidea.

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Oli di semi industriali

Sono assolutamente sconsigliati gli oli vegetali ricchi di grassi polinsaturi. Tra tutti ricordiamo olio di mais, di girasole, di riso, di soia, cotone, colza, vinacciolo e cartamo. Il processo di estrazione di questi oli danneggia e ossida i grassi polinsaturi, provocando una gran quantità di infiammazione nel corpo. Occorre preferire grassi sani come olio extravergine d’oliva, olio di avocado, frutta a guscio, semi, olio di pesce, olio di cocco e ghee.

Caffè

L’ideale sarebbe eliminare o comunque limitare fortemente l’uso di caffè. La caffeina in realtà stimola eccessivamente la tiroide. Così facendo, tuttavia, interferisce con l’assorbimento delle sostanze nutritive che dovrebbero invece avere effetti benefici sulla ghiandola tiroidea. È meglio limitare il consumo di bevande ricche di caffeina.

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