Pulizia intestinale: come si pratica e quali benefici porta

Eseguire periodicamente la pulizia intestinale apporta notevoli vantaggi per assicurare al nostro corpo uno stato di salute ottimale.

Esistono diverse metodologie per effettuare questo particolare tipo di pulizia. Alcune possono essere praticate direttamente dal paziente a casa, altre necessitano del supporto di personale medico. La scelta avviene in base alle necessità e al tipo di pulizia intestinale di cui si ha bisogno; un po’ come accade quando si rende necessario disintossicare il fegato.

In questo articolo scopriremo come fare la pulizia naturale del colon, provando a spiegare di cosa si tratta, quando è necessaria e come si pratica.

Pulizia intestinale: cos’è

L’intestino, per sua natura, è un tratto che si riempie e si svuota naturalmente attraverso le quotidiane funzioni di evacuazione. Talvolta però può essere necessaria una pulizia più profonda in vista di interventi chirurgici o esami diagnostici mirati, come la colonscopia.

La pulizia intestinale non è altro che un metodo per eliminare dal tratto enterico, o solo da una sua parte, tutti i residui che possono dar fastidio o compromettere lo svolgimento ottimale di interventi ed esami diagnostici.

Può succedere comunque che, anche non dovendo affrontare particolari situazioni mediche, si debba ricorrere alla pulizia intestinale per prevenire blocchi dovuti a episodi latenti di stipsi. Anche la sindrome del colon irritabile può rendere necessario ricorrere a tecniche di pulizia profonda dell’intestino.

Come si effettua la pulizia intestinale

Generalmente, la pulizia intestinale viene praticata somministrando farmaci o sostanze lassative per via orale o per via rettale, in modo che questi principi attivi favoriscano l’eliminazione di ogni residuo dall’intestino.

Non perderti  Olio essenziale: i 12 benefici dell'aromaterapia

Oltre ai farmaci, le tecniche più utilizzate per praticare la pulizia intestinale sono:

  • Il clistere lassativo;
  • L’idrocolonterapia.

In aggiunta alle tecniche di pulizia, è fondamentale la dieta da seguire in maniera rigorosa nei giorni che precedono l’esame o l’intervento. Questa sarà indicata in maniera dettagliata dal medico; ne parleremo più avanti.

Tecniche e metodologie per pulire l’intestino

Abbiamo detto che per pulire l’intestino da ogni residuo in vista di visite mediche, esami diagnostici mirati come la colonscopia o interventi chirurgici, esistono diverse tecniche e metodologie.

La scelta di una piuttosto che di un’altra non è certo effettuata a caso; sarà il gastroenterologo o il chirurgo a stabilire quale sia più adatta al caso di ogni singolo paziente.

Pulizia intestinale con sostanze o farmaci lassativi

Il metodo probabilmente più conosciuto e più utilizzato per ripulire l’intestino è quello di utilizzare farmaci lassativi.

Grazie alla loro semplicità di assunzione e alla loro efficacia, rappresentano sempre una delle metodologie più apprezzate e che permettono al paziente di avere anche una certa autonomia nell’affrontare la situazione.

I farmaci lassativi non sono però tutti uguali. Possiamo raggrupparli in questo modo:

  • Farmaci lassativi emollienti: ampiamente utilizzata, questa categoria di lassativi è in grado di favorire la pulizia del tratto intestinale ammorbidendo le feci così che possano essere espulse con minori problemi. Tra i lassativi emollienti più conosciuti c’è la classica supposta di glicerina, utilizzata nei più frequenti casi di stipsi. Possono essere somministrati anche per via orale;
  • Farmaci lassativi osmotici: come si evince dallo stesso nome, i lassativi osmotici agiscono per osmosi. Quando si trovano all’interno dell’intestino riescono a garantire un alto livello di idratazione che ammorbidisce le feci perché siano espulse senza dolore e con più facilità;
  • Farmaci lassativi irritanti: sono tra i lassativi che funzionano in maniera più repentina e immediata. Generalmente sono consigliati in caso di stitichezza occasionale perché non sono indicati per una terapia prolungata. Risultano essere particolarmente efficaci;
  • Farmaci lassativi che formano massa: l’assunzione di questa categoria di lassativi è da effettuarsi esclusivamente in associzione ad un elevato consumo d’acqua. Infatti, grazie all’idratazione fornita dall’acqua, le componenti del farmaco riescono ad aumentare il loro volume e a formare una massa che l’intestino sentirà la necessità di eliminare.
Non perderti  Alitosi: cause e rimedi contro l’alito cattivo

L’acquisto dei lassativi non è generalmente subordinato alla presentazione di ricetta medica. Per ogni utilizzo in caso di stipsi ripetuta o occasionale è però consigliato sentire il parere del proprio medico curante; questo vale anche per ottenere indicazioni sul lassativo più adatto al proprio caso.

Pulizia intestinale con clistere lassativo

Il clistere lassativo è una pratica utilizzata da tantissimi anni in ambito medico per favorire l’espulsione delle feci. Oltre a essere utilizzato per la pulizia intestinale pre esami o interventi chirurgici, si pratica anche in caso di stipsi ricorrente.

Per praticare il clistere, si riempie una peretta con una soluzione di acqua tiepida e sostanze contenenti principi attivi lassativi, generalmente glicerina o sorbitolo. Si inserisce quindi per via rettale così che il liquido tiepido possa entrare in immediato contatto con i residui contenuti all’interno dell’intestino.

L’efficacia del clistere lassativo è certa e anche quasi sempre abbastanza immediata. Può essere praticato sia a casa che in ospedale o ambulatorio.

Pulizia intestinale con idrocolonterapia

L’idrocolonterapia è una particolare tecnica di lavaggio intestinale basata su un utilizzo mirato e specifico dell’acqua che andrà a pulire l’intestino.

Non perderti  Erbe officinali per perdere peso: quali sono le più efficaci?

L’acqua inserita dal retto per arrivare al colon è un’acqua depurata, filtrata e priva di microrganismi. L’inserimento all’interno dell’intestino richiede temperatura e pressione controllate, in modo da non arrecare danni al paziente.

L’idrocolonterapia si pratica con una cannula inserita direttamente nell’ano. La cannula presenta due uscite: una permette che l’acqua arrivi all’intestino e l’altra aspira gli scarti presenti nell’intestino.

La scelta di questo tipo di lavaggio intestinale è, come sempre, a discrezione del medico che ne valuterà la fattibilità.

Dieta da seguire prima della pulizia intestinale

Come abbiamo anticipato, la dieta è uno degli aspetti fondamentali che bisogna tenere in considerazione prima di sottoporsi a una pulizia intestinale.

Dovendo essere l’intestino completamente libero prima di sottoporsi a esami o interventi, il paziente dovrà seguire nei giorni precedenti alla pulizia intestinale un’alimentazione in grado di favorire l’eliminazione agevole delle feci.

Proprio per questo motivo, i medici generalmente consigliano di evitare alimenti particolarmente pesanti; ma anche quelli ricchi di fibre che possono irritare le mucose intestinali, come cibi integrali, frutta e verdura. Nelle 24 ore precedenti alla pulizia sarebbe ideale consumare solo liquidi; anche in questo caso, meglio preferire quelli indicati dal proprio medico curante.

Hai mai provato qualche metodo di pulizia intestinale? Lasciaci la tua esperienza nei commenti!

Un articolo di dimagrire 2.0 pubblicato il 4 Maggio 2021 e modificato l'ultima volta il 4 Maggio 2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *