Il digiuno terapeutico, quando e come si deve fare?

Il digiuno è certamente un metodo efficace per disintossicarsi, perché l’organismo necessita di periodi nei quali mettersi a riposo. Digiunare in realtà non è morire di fame, ma utilizzare una tecnica usata da secoli per guarire dalle malattie e rinforzare il proprio corpo: si tratta infatti di una terapia consigliata per ogni tipo di problema. Non è utile digiunare da qualsiasi alimento o improvvisare. Il digiuno terapeutico ha una complessità e una profondità di pulizia tale, che è possibile ripeterlo spesso per i suoi innumerevoli benefici.

Vediamo cosa succede durante il digiuno. Il lavoro principale dei nostri organi deriva dell’assunzione degli alimenti. Stomaco, intestino, pancreas, fegato, reni ed apparato urinario, lavorano principalmente per gestire ed eliminare gli alimenti introdotti.

Se il cibo entra senza sosta nel nostro corpo, gli organi in questione non riusciranno mai a fermarsi dal lavoro che continuamente svolgono. Al contrario, cenare prima delle 18 o saltare il pasto serale permette al mattino di raggiungere una lucidità e una leggerezza davvero impagabili.

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Il digiuno dunque permette ai nostri organi principali di riposarsi dal lavoro ordinario per pulire o sistemare piccoli danni presenti. Le tossine vengono prelevate ed eliminate, il grasso in eccesso viene trasformato in energia e tutto l’organismo ne rimane purificato.

Dunque un digiuno di 1-2  giorni aiuta l’organismo ad eliminare le tossine.

Quali sono le “regole” perché il digiuno diventi terapeutico?
  1. Prima di iniziare il digiuno e dopo averlo terminato, mangiare per 1 o 2 giorni solo alimenti crudi, più precisamente frutta e verdura. Questo è molto importante in quanto gli effetti benefici del digiuno risultano minori se subito dopo vengono assunti cibi cucinati.
  2. Iniziare la giornata con una tisana di camomilla con l’aggiunta di 10-20 gocce di limone.
  3. Se non si riesce a digiunare completamente, preferire una mela o una pera o altra frutta o verdure in porzioni da 200 gr oppure centrifughe di frutta e verdura.
  4. E’ molto importante la presenza di fibre nel digiuno, in parte assunte dalla buccia della frutta e dalle verdure. Anche un’integrazione con semi di psillio o di glucomannano serve a molto, l’importante è che siano di buona qualità. Quando si assumono questi integratori, è essenziale bere molta acqua per permettere alle fibre di gonfiarsi e svolgere così il loro lavoro di spazzino. Evitare la crusca di grano in quanto può irritare le pareti del colon.
  5. Bere moltissima acqua, che sia adatta al lavoro di pulizia profonda e che quindi presenti un residuo fisso inferiore a 50 mg/lt e con ph compreso fra 6.4 e 6.9.
  6. Fare esercizio fisico leggero.
  7. Aspettarsi una lieve “crisi di guarigione”: cefalea, stipsi o diarrea, dolori sparsi per il corpo, brufoli. Si tratta semplicemente delle tossine stagnanti che finalmente sono state portate in superficie. Tali crisi generalmente passano entro 1 o 2  giorni e lasciano una bellissima sensazione di leggerezza.
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Non senza qualche avvertenza:

Non bisogna mai smettere di bere acqua;

Come si diceva, il digiuno va iniziato sempre sotto stretto controllo medico;  

I diabetici e coloro che hanno problemi di ipoglicemia non devono  mai digiunare. 

Un articolo di dimagrire 2.0 pubblicato il 14 Aprile 2017 e modificato l'ultima volta il 3 Luglio 2019

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