La restrizione calorica allunga la vita: lo studio

Mangiare meno allunga la vita? Un recente studio apparso sulla rivista Science dimostra che una modesta restrizione calorica può avere effetti sulla longevità. Il motivo è semplice: per vivere più a lungo, una delle migliori strategie è supportare la funzione immunitaria. E proprio la riduzione delle calorie ingerite aiuta il sistema immunitario, regalando così la possibilità di vivere più a lungo.

Qual è allora il rapporto tra restrizione calorica e longevità? Diciamo subito che il sacrificio richiesto non è eccessivo. Basterebbe ridurre circa il 14% in meno di calorie in due anni, hanno scoperto i ricercatori. Ciò significa che chi segue un piano alimentare da 2.000 calorie al giorno dovrebbe eliminarne solo 280 per vedere la differenza.

Restrizione calorica e longevità: lo studio

Non solo ridurre le calorie sembra migliorare la risposta del sistema immunitario, ma sembra anche regolare la funzione metabolica, secondo il coautore dello studio Eric Ravussin, Ph.D., direttore esecutivo associato per la scienza clinica presso il Pennington Biomedical Research Center in Louisiana.

I ricercatori hanno esaminato i dati di uno studio di lunga durata sulla restrizione calorica, chiamato CALERIE, che ha coinvolto 200 partecipanti di età compresa tra 21 e 50 anni. Si è scoperto che una riduzione calorica del 14% genera più cellule T, che svolgono un ruolo chiave nell’immunità e sono state associate ad un processo di invecchiamento più lento.

Studi di laboratorio effettuati sugli animali, inclusi ratti, moscerini, vermi e topi, avevano già dimostrato che quelli alimentati con una dieta ipocalorica possono vivere fino al doppio rispetto a quelli con una dieta senza restrizioni.

Da qui, un team guidato da ricercatori della Yale University ha studiato gli effetti della restrizione calorica sulle persone. Le loro scoperte, pubblicate su Science, potrebbero portare a nuovi modi per prolungare la vita sana.

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Negli studi sugli animali, sono comuni riduzioni caloriche del 40%. Tuttavia, come spiegano gli autori del nuovo studio, ciò potrebbe influire sulla crescita, sulla riproduzione e l’immunità. Nello studio sull’uomo, le calorie sono state ridotte solo del 14%.

A differenza di molte diete dimagranti, una dieta ipocalorica comporta piccole riduzioni dell’apporto calorico abituale per un lungo periodo. Le persone di solito perdono peso, ma questo non è l’obiettivo principale della restrizione calorica.

I ricercatori hanno deciso di indagare se la restrizione calorica avesse benefici per la salute simili nelle persone come negli altri animali. L’intento è stato anche quello di identificare eventuali meccanismi alla base di questi vantaggi.

Restrizione calorica: cosa accade nelle persone

In 2 anni, il team ha valutato poco più di 200 persone, di età compresa tra 21 e 50 anni. Tutti hanno partecipato allo studio clinico di valutazione completa degli effetti a lungo termine della riduzione dell’assunzione di energia (CALERIE). Tutti i partecipanti avevano un indice di massa corporea compreso tra 22,0 e 27,9, collocandosi nella categoria sani e non obesi.

Il processo CALERIE aveva già mostrato la riduzione dei fattori di rischio cardiometabolico, che coinvolgono i livelli di colesterolo e la pressione sanguigna, in questo gruppo.

Kristin Kirkpatrick, dietista nutrizionista registrata presso la Cleveland Clinic, ha dichiarato a Medical News Today: “I dati presentati nello studio sono stati molto interessanti. Sono stati condotti numerosi studi di ricerca sulla restrizione calorica e sui profili di carboidrati più bassi che è importante considerare. L’aggiunta di questa ricerca è vantaggiosa per far avanzare e supportare altri risultati”.

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Effetti della riduzione calorica sul timo

I ricercatori hanno esaminato l’effetto della restrizione calorica sul timo. Questa ghiandola, situata nel torace appena sopra il cuore, fa parte del sistema immunitario. Il timo produce cellule T, globuli bianchi essenziali per combattere le infezioni.

Gli ormoni rilasciati dal timo inibiscono il processo di invecchiamento. Quando le persone invecchiano, il loro timo diventa grasso e più piccolo e produce meno cellule T. Le persone anziane sono più suscettibili alle infezioni a causa di questa ridotta immunità.

Gli scienziati hanno eseguito scansioni MRI delle ghiandole del timo dei partecipanti. Hanno scoperto che quelli con diete ipocaloriche avevano un volume del timo funzionale maggiore rispetto a quelli con diete invariate.

Anche le ghiandole del timo del gruppo a dieta ristretta erano meno grasse e producevano più cellule T rispetto a quelle del gruppo a dieta senza restrizioni.

Sebbene il timo fosse in fase di ringiovanimento, non ci sono stati cambiamenti nelle cellule immunitarie che la ghiandola stava producendo.

Restrizione calorica e grasso corporeo

I ricercatori hanno quindi esaminato il grasso corporeo, o tessuto adiposo, che è la chiave per il funzionamento del sistema immunitario. Alcune cellule immunitarie in questo tessuto possono causare risposte infiammatorie se attivate in modo errato.

Hanno trovato cambiamenti nell’espressione genica del tessuto adiposo, con alcuni geni inibiti in quelli con diete limitate. Gli scienziati hanno studiato ulteriormente questi cambiamenti, per vedere se stavano guidando gli effetti benefici della restrizione calorica.

Gene chiave

Il gene che sembrava essere collegato a questi effetti era il gene per PLA2G7, una proteina prodotta dalle cellule immunitarie chiamate macrofagi.

Per testare la loro teoria secondo cui la PLA2G7 stava causando gli effetti della restrizione calorica, hanno eliminato il gene che codifica per questa proteina nei topi.

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I topi hanno mostrato un minor aumento di peso indotto dalla dieta, una minore infiammazione legata all’età e, soprattutto, lo stesso miglioramento della funzione del timo.

Secondo la prof.ssa Vishwa Deep Dixit, direttrice dello Yale Center for Research on Aging e autore senior dello studio:

“Questi risultati dimostrano che PLA2G7 è uno dei fattori che determinano gli effetti della restrizione calorica. L’identificazione di questi fattori ci aiuta a capire come il sistema metabolico e il sistema immunitario parlano tra loro, il che può indicarci potenziali obiettivi che possono migliorare la funzione immunitaria, ridurre l’infiammazione e potenzialmente anche migliorare la durata della vita sana”.

Alternativa alla limitazione delle calorie

Limitare le calorie può essere dannoso per alcune persone e manipolare PLA2G7 potrebbe fornire i benefici senza la necessità di restrizioni, ha suggerito il Prof. Dixit.

Kirkpatrick ha descritto i rischi della restrizione calorica. “Se la restrizione calorica non viene spiegata a fondo a coloro che sono interessati a utilizzarla, la tecnica può introdurre rischi per la salute generale. La restrizione calorica non significa che mangi solo il 15% in meno del tuo cibo spazzatura preferito”.

“Quando si utilizza la restrizione calorica“, ha continuato, “è importante comunicare ai partecipanti che, poiché consumano meno, le calorie alimentari da cui attingono per la giornata devono provenire da fonti ricche di nutrienti”.

“Gli studi con campioni di dimensioni maggiori sarebbero un ottimo passo successivo per ulteriori ricerche”, ha aggiunto.

Insomma, la restrizione calorica allunga la vita, ma rispettando precisi criteri.

Un articolo di Alice Borghesini pubblicato il 1 Marzo 2022 e modificato l'ultima volta il 1 Marzo 2022

Alice Borghesini

Da sempre coltiva una grande passione per la scrittura che recentemente ha rivolto anche al mondo web. E' sempre alla ricerca delle ultimissime notizie in tema di salute e vita sana.

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