Il diabete potrebbe essere previsto 20 anni prima della diagnosi

Il diabete può essere previsto? Scienziati svedesi affermano che una proteina nel sangue potrebbe far prevedere l’insorgenza del diabete di tipo 2 con quasi 20 anni di anticipo. La novità colpisce potenzialmente centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il diabete colpisce quasi mezzo miliardo di persone in tutto il mondo. La stragrande maggioranza dei pazienti diabetici soffre di diabete di tipo 2; questa condizione può portare a cecità, insufficienza renale, infarti, ictus e amputazione degli arti inferiori.

Tra il 1980 e il 2014 i casi di diabete si sono quadruplicati, complici le diete malsane e la mancanza di esercizio fisico.

Il diabete può essere previsto: lo studio

I ricercatori dell’Università di Lund a Malmo, in Svezia, affermano che livelli elevati di una proteina nel sangue possono predire l’insorgenza del diabete di tipo 2. Questo, indipendentemente dall’età, dal peso, dalla dieta o dal livello di attività di una persona. La proteina che funziona da marcatore si chiama follistatina. Nello studio, pubblicato la scorsa settimana, gli scienziati hanno scritto che alti livelli di follistatina possono prevedere il diabete di tipo 2 fino a 19 anni prima della comparsa dei sintomi.

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Per scoprire il legame tra follistatina e diabete, i ricercatori hanno monitorato 5.300 persone provenienti da Svezia, Italia e Regno Unito per un periodo compreso tra quattro e 19 anni. La follistatina aiuta a scomporre il grasso corporeo, portando contemporaneamente ad un aumento del grasso nel fegato. Questo accumulo può causare la malattia del fegato grasso e il diabete di tipo 2.

“Lo studio mostra che la follistatina ha il potenziale per diventare un importante biomarcatore per prevedere il diabete di tipo 2 e ci porta anche un passo più vicino alla comprensione dei meccanismi alla base della malattia”. Sono queste le parole del Dr. Yang De Marinis, professore associato a Lund Università e autore principale dello studio. De Marinis ha aggiunto che il prossimo passo per il suo team sarebbe quello di aiutare a sviluppare uno strumento diagnostico basato sull’intelligenza artificiale. Lo strumento analizzerà il campione di sangue dei pazienti e utilizzerà i loro livelli di follistatina – e altri biomarcatori – per calcolare il loro “punteggio di rischio” per il diabete di tipo 2.

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Poiché i livelli di follistatina aumentano in risposta all’assunzione di cibo e ai livelli di attività, restano validi i consigli per la prevenzione del diabete. La dietoterapia diabete, poi, è particolarmente indicata. “Pasti equilibrati, mangiare sano e fare esercizio regolarmente sono importanti per ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2”, ha sottolineato De Marinis.

Un articolo di Alice Borghesini pubblicato il 17 Novembre 2021 e modificato l'ultima volta il 27 Novembre 2021

Alice Borghesini

Da sempre coltiva una grande passione per la scrittura che recentemente ha rivolto anche al mondo web. E' sempre alla ricerca delle ultimissime notizie in tema di salute e vita sana.

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